Fumare un Sigaro

Fumare un sigaro è una questione di stile

Fumare un sigaro cambia di volta in volta poiché il sigaro stesso non è mai uguale, si evolve. Il sigaro ha un suo sviluppo, un crescendo di sapori e di forza. Più fumiamo e più il ripieno del sigaro assorbe le sostanze prodotte dalla combustione e gli umori del tabacco. La fine della fumata è generalmente più carica e forte.

Molti fumatori usano suddividere in tre momenti differenti le fasi della fumata. Questa divisione però va interpretata. Per fumare un sigaro non è necessario dividere il momento in tre parti. Ogni parte ha caratteristiche uniche, non riscontrabili nella fase successiva della fumata. Come abbiamo già detto esiste un’evoluzione del sigaro perché a ogni boccata esso assorbe sostanze che lo cambiano e che lo arricchiscono. L’inizio è il momento in cui il sigaro si presenta, mostra la sua personalità, le prime note che ne determineranno il carattere. Gradualmente si arriva al momento di maggiore intensità, la parte centrale, definita più gustosa e sapida. Infine si arriva alla parte conclusiva, più densa e più carica, a volte troppo pregna di umori. L’avana è un susseguirsi di sfumature, di aromi e di sapori. L’evoluzione è lenta, sempre diversa, e cambia a seconda della miscela del ripieno del sigaro, della stagionatura, del formato, del clima e della luna, la nostra.

FORMA E MISURA INFLUENZANO IL SAPORE

Ogni marca di sigari ha il suo stile, la miscela che lo caratterizza e che ne determina il sapore, la forza e il profumo. All’interno di una stessa marca, le diverse vitolas possono dare risultati differenti. Il formato incide molto sull’evoluzione del sigaro e sul suo carattere. Un sigaro grande dà più sapore perché si ha più tempo, più spazio per apprezzare i diversi momenti della fumata. Un formato più grosso brucia più lentamente e richiede maggiore disponibilità, ma ripaga donando maggiore intensità di aromi. I figurados all’inizio offrono un sapore caratterizzato dalla foglia di capa e capote. Quando si raggiunge la parte più ampia, quando la miscela è arricchita dalla presenza del ligero, il sigaro regala i momenti migliori. I sigari più sottili invece, con un cepo minore di 36, non hanno ligero, e quindi sono più leggeri. Si consumano più rapidamente, concentrando i sapori sulla lingua.

LA CENERE

Non è detto che un tabacco di ottima qualità produca una cenere chiara. Il colore della cenere dipende dai minerali da essa contenuti e dal luogo di origine. Una cenere solida e compatta ci mostra che anche la sua struttura è solida e compatta. La lunghezza della cenere non determina la freschezza e la qualità del fumo. Meglio lasciarla nel posacenere che aspettare che ci cada addosso o per terra.

ADDIO

Non esistono regole. Decidiamo noi il momento in cui prendersi una pausa. Bisogna fumare un sigaro solo quando ci va. Smettiamo se siamo stanchi, smettiamo se il sigaro è troppo forte. Se il sigaro è buono e non vogliamo mai che finisca, lo fumiamo fino in fondo, rischiando anche un finale amaro. Fumare un sigaro è un piacere che non deve essere dettato da regole e inutili censure. L’importante è essere appagati e soddisfatti rimanendo con il desiderio del prossimo sigaro. Fumare un sigaro è divertimento, gioco, quindi giocate con le vostre regole. E quando sarete sazi, o quando il sigaro è finito, lasciatelo nel posacenere, si spegnerà da solo ricordandosi che quando è spento e ormai freddo, comincia a puzzare… quindi è meglio buttarlo.