Nostrano del Brenta

Nostrano del Brenta

Quella che oggi dovremmo narrare, presentandola al pubblico degli appassionati e non, è una storia appassionante ed esaltante al tempo stesso che si snoda e si svolge ininterrottamente da 249 anni attraversando carestie, conquiste straniere, rivoluzioni e guerre. È una storia fatta del sudore delle “masiere” costruite per strappare centimetro dopo centimetro terra alla montagna, scritta col sacrificio di intere generazioni di famiglie dedite ad una coltivazione difficile ed impegnativa, perdurata grazie all’impegno di imprenditori che hanno saputo tramandare e mantenere le conoscenze di una produzione che solo la professionalità del vero appassionato poteva evitare andasse perduta. Da allora e fino ai giorni nostri, intere famiglie hanno basato il proprio reddito e le proprie fortune sulla coltivazione del Tabacco Nostrano che, nel 1677, divenne il sigaro per eccellenza fumato nelle corti dei Dogi veneziani.

Dalla metà del 700 alla metà del 900, infatti, la coltivazione del tabacco ha rappresentato per le comunità del Canal di Brenta la principale, se non l’unica, risorsa di sopravvivenza durante un difficilissimo periodo congiunturale per l’economia di valle».«Pochi sanno, tuttavia, come il Nostrano del Brenta abbia continuato ad essere gustato “ufficialmente” non solo in Italia ma, addirittura, nei salotti buoni di buona parte del mondo occidentale.

Negli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale, infatti, il “Nostrano del Brenta” è stato esportato a Cuba per comporre la fascia dei celeberrimi omonimi sigari.

Non sarebbe eccessivamente imprudente azzardare, per questo motivo, che dopo le corti veneziane altri Principi o Presidenti, piuttosto che altri illustri personaggi, pur inconsapevolmente, abbiano avuto la fortuna di assaporare il nostro pregiato tabacco».